L'islam e il terrorismo
Quante volte abbiamo sentito dire frasi come questa "Gli islamici sono tutti terroristi pertanto vanno cacciati via dalle nostre terre", ma è veramente così? L'islam è veramente quella religione violenta che vogliono farci credere? Gli islamici sono veramente tutti terroristi?
La religione Islamica è la seconda religione più diffusa al mondo contando circa 1,8 miliardi di fedeli, ossia circa il 23% della popolazione mondiale ( 8 miliardi circa ), quindi considerando solo questi numeri (quindi la matematica che non si sbaglia mai) possiamo subito rispondere all'ultima domanda.
GLI ISLAMICI NON SONO TUTTI TERRORISTI
Si perché se così fosse, considerando che un pacco bomba fa quante vittime? 10, 20 facciamo 10 vittime a pacco bomba per 1,8 miliardi fa circa 18 miliardi di vittime, che sono circa il doppio della popolazione mondiale.
Quindi se tutti gli islamici fossero terroristi, con ogni probabilità il genere umano si sarebbe già estinto (che non sarebbe una brutta cosa considerando al male che stiamo facendo alla natura, agli animali ed all'ecosistema più in generale).
Quindi se tutti gli islamici fossero terroristi, con ogni probabilità il genere umano si sarebbe già estinto (che non sarebbe una brutta cosa considerando al male che stiamo facendo alla natura, agli animali ed all'ecosistema più in generale).
Ma continuiamo per capire meglio. Il mondo islamico si suddivide grosso modo in due famiglie:
A) I Sunniti (87-90%) per intenderci circa 1,6 miliardi di fedeli, che sono la maggioranza in quasi tutti i paesi islamici.
B) Gli Sciiti (10-13%) parliamo di appena 200 milioni circa di fedeli, che è la fazione dominante in paesi come l'Iran, Azerbaigian e Bahrein.
Per capire che differenza c'è e sopratutto per capire il conflitto che di fatto esiste tra Sunniti e Sciiti (tra queste due fazioni c'è odio) bisogna capire da dove derivi il nome e quindi la distinzione.
I Sunniti sono così chiamati perché riconoscono la Sunna. Cosa è la Sunna? La Sunna è una raccolta di racconti che sono tramandati da soggetti "degni di fede" e costituisce dopo il Corano la seconda fonte della legge islamica (una sorta di nuovo testamento).
Secondo il sunnismo alla guida politica e spirituale della comunità può accedere qualunque musulmano pubere, di buona moralità, di sufficiente dottrina, sano di corpo e di mente. Il fatto di essere Meccano, o almeno Arabo era un elemento preferenziale ma non essenziale.
Secondo il sunnismo alla guida politica e spirituale della comunità può accedere qualunque musulmano pubere, di buona moralità, di sufficiente dottrina, sano di corpo e di mente. Il fatto di essere Meccano, o almeno Arabo era un elemento preferenziale ma non essenziale.
Gli Sciiti invece derivano il loro nome dall'espressione "shi at Alì" (fazione di Alì), sovente abbreviata in "shi-a".
Si differenziano dal Sunnismo, poiché loro sostengono che l'Imamato ( la suprema carica islamica ) deve essere riservata ad una cerchia ristretta dei compagni del profeta e quindi riservarlo ad un appartenente al lignaggio di Maometto.
Si differenziano dal Sunnismo, poiché loro sostengono che l'Imamato ( la suprema carica islamica ) deve essere riservata ad una cerchia ristretta dei compagni del profeta e quindi riservarlo ad un appartenente al lignaggio di Maometto.
Da qui si capisce l'origine del contrasto che di fatto spacca ancora oggi in due il mondo islamico. Praticamente i Sunniti ritengono che qualsiasi fedele di buona capacità religiosa, non necessariamente discendente dal profeta (anche se preferibilmente appartenente quanto meno alla tribù) possa guidare a pieno titolo la comunità islamica, gli sciiti invece no essi sono più "aristocratici" dicendo che vi deve essere una sorta di legame di sangue (anche se alla lontana) tra chi è preposto alla guida e Maometto.
Benissimo capito questo, dove si colloca il famigerato "Stato Islamico"?
Lo stato islamico (ISIS) è una organizzazione Jihadista (perché riconoscono la Jihad come elemento essenziale della cultura islamica) e Salafita.
Il Salafismo è una scuola di pensiero Sunnita che prende il nome dal termine arabo "Salaf al-salihim" tradotto "i pii antenati" che identifica le prime tre generazioni di musulmani che sono:
1) i Sahabi (i compagni di Maometto)
2) i Tabiun (i seguaci di Maometto)
3) i Tabial-Tabiyyin ( Coloro che vengono dopo i seguaci o terza generazione)
Il Salafismo è una scuola di pensiero Sunnita che prende il nome dal termine arabo "Salaf al-salihim" tradotto "i pii antenati" che identifica le prime tre generazioni di musulmani che sono:
1) i Sahabi (i compagni di Maometto)
2) i Tabiun (i seguaci di Maometto)
3) i Tabial-Tabiyyin ( Coloro che vengono dopo i seguaci o terza generazione)
Ad ogni modo senza addentrarci troppo sul discorso (che verrà approfondito nei prossimi articoli) ora è bene concentrarci su due questioni fondamentali:
1- L'ISIS appartiene alla parte Sunnita, quindi quando sentiamo che Trump stringe rapporti con l'Arabia Saudita contro l'Iran, per combattere il terrorismo, ci stanno prendendo in giro.
Perché l'Iran combatte di fatto il terrorismo essendo essa stessa sciita e quindi acerrima nemica dei sunniti, al contrario in Arabia la prevalenza dei musulmani sono sunniti e la famiglia del califfato che governa a pieni poteri in Arabia sotto banco finanzia i suoi fratelli sunniti dello stato islamico.
Perché l'Iran combatte di fatto il terrorismo essendo essa stessa sciita e quindi acerrima nemica dei sunniti, al contrario in Arabia la prevalenza dei musulmani sono sunniti e la famiglia del califfato che governa a pieni poteri in Arabia sotto banco finanzia i suoi fratelli sunniti dello stato islamico.
2- Lo Stato Islamico (ISIS) costituisce comunque una minoranza all'interno di una famiglia molto ampia e complessa come può essere quella sunnita. Essi sono la parte estrema salafita che per intenderci conta (secondo le stime fatte dal giornale "The Economist" nel 2014) appena 6000 combattenti in Iraq, e circa 5000 combattenti in Siria. Quindi ricorrendo sempre alla logica matematica lo Stato Islamico conta in totale poco più di 11000 fedeli su un panorama di circa 1,8 miliardi di islamici praticamente molto meno dell'uno per mille!
Quindi stando alla matematica (non alle opinioni) gli islamici non sono tutti terroristi ma anzi la maggior parte di loro sono persone che come noi occidentali vogliono vivere in pace, rispettando la legge, liberi di vivere delle loro tradizioni, costumi e sensibilità religiosa, molti di loro anzi sono scappati dalla loro patria proprio a causa del fondamentalista stato islamico, molti di loro erano perseguitati proprio perché si rifiutavano di abbracciare la Jihad (che analizzeremo nei prossimi appuntamenti).
Io credo e ripeterò fino alla nausea che oggi non dovremmo vivere questo fenomeno come una invasione di un nemico (fondamentalista e terrorista). In primo luogo perché abbiamo visto che non è così, in secondo luogo perché abbiamo l'occasione irripetibile di ampliare la nostra cultura interfacciandoci con una cultura diversa e sotto certi aspetti anche affascinante, non si diventa cittadini del mondo rimanendo miopi e chiusi nelle proprie credenze e tradizioni.
In ultimo perché questa gente è venuta in Italia per coltivare un sogno che ci accomuna tutti (sia che siamo islamici o no, sia che siamo bianchi o neri) ovvero quello di vivere serenamente dei proventi del loro onesto lavoro ed in libertà.
Questo non vuol dire essere dei buonisti (come spesso ci etichettano persone dalla limitata capacità intellettuale e culturale, nonché ignoranti e confusi perché incapaci di adeguarsi al mondo che cambia), ma vuol dire essere cittadini di uno stato civile, laico e libero. La libertà vuol dire anche accettare il prossimo con le sue diversità e fare di queste diversità uno stimolo di crescita culturale, chiaramente nel rispetto delle leggi che dovranno essere sempre uguali per tutte indipendentemente dal colore della pelle, religione o razza (contrariamente a quello che dice qualche fanatico) e mirate a limitare la nostra libertà lì dove inizia la libertà del prossimo, l'unico confine alla nostra libertà (come cittadini di un modo libero) dovrà essere sempre il rispetto per la libertà e la dignità altrui. Perché solo auto limitando ognuno un pezzetto della propria libertà per il bene comune (la pacifica convivenza) che si costruiscono le basi di quello che Jaques Russeau chiamava "STATO DEMOCRATICO", e se lo diceva lui che ispirò la madre di tutte le rivoluzioni (rivoluzione Francese) credo che bisgona crederci.
In ultimo perché questa gente è venuta in Italia per coltivare un sogno che ci accomuna tutti (sia che siamo islamici o no, sia che siamo bianchi o neri) ovvero quello di vivere serenamente dei proventi del loro onesto lavoro ed in libertà.
Questo non vuol dire essere dei buonisti (come spesso ci etichettano persone dalla limitata capacità intellettuale e culturale, nonché ignoranti e confusi perché incapaci di adeguarsi al mondo che cambia), ma vuol dire essere cittadini di uno stato civile, laico e libero. La libertà vuol dire anche accettare il prossimo con le sue diversità e fare di queste diversità uno stimolo di crescita culturale, chiaramente nel rispetto delle leggi che dovranno essere sempre uguali per tutte indipendentemente dal colore della pelle, religione o razza (contrariamente a quello che dice qualche fanatico) e mirate a limitare la nostra libertà lì dove inizia la libertà del prossimo, l'unico confine alla nostra libertà (come cittadini di un modo libero) dovrà essere sempre il rispetto per la libertà e la dignità altrui. Perché solo auto limitando ognuno un pezzetto della propria libertà per il bene comune (la pacifica convivenza) che si costruiscono le basi di quello che Jaques Russeau chiamava "STATO DEMOCRATICO", e se lo diceva lui che ispirò la madre di tutte le rivoluzioni (rivoluzione Francese) credo che bisgona crederci.

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