Siamo Uomini o Caporali?

Era il 1955 quando Totò, portò sul grande schermo un opera così sincera, così profonda che solo un grande attore come lui avrebbe potuto trasformarla in un capolavoro di impegnata comicità.
Totò Esposito è una comparsa teatrale. Si presenta agli studi cinematografici per un film su Napoleone, entra invece nella scena di un film su Nerone mentre stanno girando. Il responsabile per le comparse viene chiamato ed incolpato di non aver fatto attenzione delle sue comparse. Vestito poi da milite delle truppe napoleoniche entra nuovamente nella scena del film su Nerone. Quando il regista infuriato chiama Meniconi questo minaccia Totò di farlo arrestare, Totò sfila il fioretto e minaccia di uccidere chi gli capita. Viene bloccato e sbattuto in una clinica psichiatrica perché considerato pazzo ed è proprio qui che Totò inizia a raccontare la storia della sua vita e di tutti i soprusi che gli sono capitati, facendo un preambolo sulla sua idea di distinguere le persone in due categorie.
Le persone che lavorano GLI UOMINI, e le persone che comandano e fanno lavorare I CAPORALI.


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