Ancora tu? ma non dovevamo vederci più...

Per molti questa è solo uno dei tanti successi dell'intramontabile Lucio Battisti, ma per alcuni invece è la frase che meglio descrive il ritorno di un incubo chiamato VOUCHER.
Ancora tu....sembri più giovane...
invece la storia dei voucher è una storia vecchia che trova radici lontane con la sua prima introduzione nell'ormai lontano 2003 ad opera del secondo governo Berlusconi (si tra i tanti danni anche questo). Il provvedimento che ne inquadrò per la prima volta l'utilizzo fu infatti la Legge Biagi (a volte ci si chiede se le Brigate Rosse non avessero una funzione sociale). Per diversi anni questa forma di remunerazione, introdotta con l'intenzione di ridurre il lavoro nero, ma con effetto a volte contrario ( ti pagavano una parte in voucher la restante in contanti, fatta la legge scoperto l'inganno) fu sostanzialmente semi-sconosciuta. Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del Governo Prodi II nel 2008 diede attuazione alla legge, precisandone i limiti e l'utilizzo (ad esempio nel settore agrario).
Successivamente fu esteso per i lavori di tipo occasionale con prestazioni brevi ( lavoro tipicamente domestico, come quello della colf o badanti) lo scopo principale di questo strumento sarebbe dovuto infatti essere quello di contrastare il lavoro nero e difendere le categorie considerate più deboli nel mercato del lavoro, come ad esempio le colf e le badanti. Altri utilizzi originari del voucher erano quelli delle ripetizioni a casa da parte di studenti, lavoretti di giardinaggio, pulizie e faccende di casa, prestazioni di hostess o stewart in fiere o eventi pubblici. Ma poi arriva il Governo Berlusconi IV (la vendetta) che da buon presidente operaio pensò bene di ampliare questo strumento a tutti i soggetti.
Poco tempo dopo è iniziata la liberalizzazione di utilizzo. Prima con il Governo Monti (Riforma Fornero), che ne ha liberalizzato l'uso con il solo vincolo economico pari a 5.000 euro all'anno per ogni singolo lavoratore. Poi con il Governo Letta che (da buon partito social-liberale) ha pensato bene di eliminare la dicitura "di natura meramente occasionale" e ne ha esteso l'uso a tutti i settori. Il buon caro vecchio Renzi populista però promette di risolvere tutto ed infatti appena andato al potere cosa fa? li elimina? ma no....meglio ne alza il limite economico annuale di utilizzo da 5.000 a 7.000 euro, introducendo al contempo la tracciabilità (e si così si che si scoraggia chi specula sul lavoro altrui!)
Si perché qual'è poi l'effettivo problema?
I problemi sono due. Uno il voucher può essere di fatto usato non solo per le prestazioni occasionali (per il quale è lecito l'utilizzo), ma anche per le prestazioni esclusive e continue, ti pago una parte del lavoro in voucher (che quindi apparirà occasionale) l'altra parte di lavoro in nero.
L'altro problema è che il sistema ti impone dei vincoli di remunerazione minima, ma non una soglia minima a cui ancorare la remunerazione su base oraria, lasciando aperta la possibilità che un unico buono sia utilizzato per remunerare più ore di lavoro (evviva lo sfruttamento!).
Il resto della favoletta è a tutti noti. Nella primavera 2016 la Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL) ha promosso una raccolta di firme (3,3 milioni di firme depositate) per abolire alcune norme incluse nel Jobs Act, comprese quelle sul buono lavoro. L'11 gennaio 2017 la Corte costituzionale approva, di fatto, il testo del quesito referendum proposto, giudicando che "l'evoluzione dell'istituto, nel trascendere i caratteri di occasionalità dell'esigenza lavorativa cui era originariamente chiamato ad assolvere, lo ha reso alternativo a tipologie regolate da altri istituti giuslavoristici e quindi non necessario".
Il referendum abrogativo venne inizialmente fissato per il 28 maggio 2017. Tuttavia, al fine di scongiurare il referendum (che sarebbe stato la fine del nuovo governo specchio, del PD e di Renzi&friends già abbondantemente condannati dal precedente referendum costituzionale) il governo Gentiloni con un decreto governativo (il 17 aprile 2017) abolisce il sistema dei voucher (buttando acqua sulle fiamme della diabolica CGIL).
Bene, allora tutto bene quel che finisce bene?....Col cavolo!
Con un emendamento approvato il 27 maggio 2017, il parlamentare Titti Di Salvo (Pd) ci riprova....l'emendamento infatti prevede l’introduzione di un libretto famiglia per i lavori domestici ed un contratto di prestazione occasionale per le piccole imprese.
Per quanto riguarda il libretto famiglia, ogni titolo di pagamento vale dieci euro, cui si sommano altri due euro per i contributi e l'assicurazione.
Per quanto riguarda il contratto di prestazione occasionale (chiamato così perché in questo modo non ci accorgiamo che in realtà si tratta del vecchio voucher) le regole del gioco sono le seguenti:
1) Compenso per chi svolge attività presso le imprese, a 9 euro netti l'ora.
2) Quota contributiva a carico del datore (al 33%).
3) Usufruibile anche per le aziende con meno di 5 dipendenti.
4) Dall'accesso al nuovo contratto sono escluse quelle del settore dell'edilizia e prestazioni inferiori alle 4 ore.
5) Le imprese agricole potranno usarlo solo per pensionati, studenti e disoccupati (chissà poi perché uno studente o un pensionato dovrebbero o vorrebbero andare a lavorare presso imprese agricole...boh...sinceramente non ci vedo alcun nesso!)
6) La gestione delle operazioni è affidata a un portale ad hoc dell'Inps (non si compra più dal tabaccaio sotto casa).
Ora la domanda sorge spontanea (come diceva il buon vecchio Marzullo)
MA COME VE LO DOBBIAMO DIRE CHE IL VOUCHER PROPRIO NON LO VOGLIAMO?


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