Babe maialino coraggioso

Un maialino viene preso dall'allevamento in cui è nato per essere usato come premio in un luna-park; il contadino Arthur Hoggett lo vince indovinandone il peso e sua moglie Esme decide di ingrassarlo per il pranzo di Natale. Nella fattoria il maialino, ribattezzato Babe, fa amicizia con gli altri animali presenti: Fly e Rex, i due border collie, i cani da pastore del padrone, l'anatra Ferdinand, la pecora anziana Maa, tutti in grado di parlare nel film. Dopo le prime difficoltà il gentile Babe, adottato da Fly che lo cresce assieme ai suoi cuccioli, riesce ad inserirsi ed inizia a sostituire i cani nella guida del gregge. Il maialino conquista la fiducia del padrone, che lo risparmia ed anzi lo iscrive ad un concorso riservato ai cani da pastore, al posto di Fly e Rex che hanno entrambi problemi di salute. Il maialino riesce così a meravigliare il tradizionale popolo della campagna neozelandese ed i commentatori televisivi vincendo il concorso.
Trovo che questo film per bambini sia un capolavoro per la pienezza di significati che incorpora. Si passa dal classico concetto del lavoro nobilitante, tanto caro un pò all'intero filone dei pensatori e filosofi tedeschi, Babe imparando a fare il cane da pastore si nobilita rispetto ai suoi simili e questo contribuisce a dare una immagine diversa di se, a renderlo unico e prezioso quindi non più sacrificabile per riempire lo stomaco dei suoi padroni, facendo un triste parallelismo fa un pò pensare a ben altri periodi in ben altre situazioni dove sul cancello di ingresso si leggeva "Arbeit macht frei" il lavoro rende liberi. Anime racchiuse in camerate che vivevano lavorando in attesa della grande macellazione, curioso quanti siano i punti di contatto.
Ma non solo, esso è un film che commuove, perché spesso si pensa al maiale come un animale privo di sentimento, totalmente incapace di provare dolore, piacere, affetto, lo si considera quasi come un oggetto, quasi come se fosse alla pari che ne so della nostra auto, del nostro lettore dvd etc...In realtà loro sono essere viventi esattamente come lo siamo noi ed a mio avviso meriterebbero molto più rispetto di quello che la consuetudine e la tradizione gli da.
Sia perché con il loro sacrificio ci hanno permesso di sopravvivere e vivere tutt'ora e sia perché il mistero della vita, quell'energia mistica che l'uomo non è in grado di comprendere (figurarsi di riprodurre) passa anche attraverso loro, ci lega tutti insieme in quella connessione globale di nome "ecosistema". Uccidere loro in fondo è un pò come uccidere una parte di noi stessi, la parte forse quella più innocente, quella che vive ignorando che il bene ed il male a volta si mischiano in orge che la natura umana non è in grado di distinguere.
Io purtroppo nella mia mediocrità che riconosco, ammetto che ancora non sono riuscito ad abbracciare la causa vegana, non perché non capisca la sua origine o perché non condivida quella presa di coscienza che rende le persone vegane di fatto migliori di noi (forse è proprio questo il motivo per cui vengono attaccate e ridicolizzate), ma perché purtroppo ancora troppo legato a quell'istinto primordiale per cui cibarsi vuol dire necessariamente uccidere animali, esseri viventi, e devo dire che quando poi scopro che gran parte della carne che viene macellata e che troviamo in bella vista ai supermercati viene poi buttata, beh mi provoca una tristezza immane. Non si può migliorare il mondo se si perde la sensibilità con il valore della vita, e questo noi lo facciamo continuamente quando contribuiamo a questo spreco di anime macellate e tritate nella potente macchina del guadagno.
Credo che i partiti ed i movimenti comunisti non possono e non devono mostrarsi ciechi e sordi di fronte ad una realtà che è sotto gli occhi di tutti ormai e cioè che oggi ci si può alimentare anche senza uccidere nessun essere vivente, e credo che la rivoluzione passi anche per questa via oltre a quelle cavalcate e già consumate nel corso della storia e dei tempi.
Approfitto con questo post a salutare tutti i miei amici vegani ed esprimere pubblicamente la mia ammirazione nei loro confronti, per la scelta che portano coraggiosamente avanti e speriamo che un giorno, in un futuro non troppo lontano si possa trovare un altro scopo un pò più dignitoso, un pò più degno di rispetto a tutti quegli esseri viventi che ogni giorno sono destinati al massacro, solo per permetterci di ingrassare nello spreco di una abbondanza troppo spesso incoraggiata e mai criminalizzata.


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