I due fattori della merce (valor d'uso e valore)


Capitolo 1: La merce.  
Sottocapitolo 1: I due fattori della merce (valor d'uso e valore)

Marx dice: "La ricchezza della società si presenta come una enorme raccolta di merci"
Sorpresi? Non dovreste esserlo ricordatevi che ancora oggi si misura il PIL (prodotto interno lordo) per capire se un paese è ricco o è povero, non si misura mai la quantità di denaro!
Avere tanto denaro ma poche merci prodotte porta sempre all'inflazione (ovvero perdita di potere d'acquisto del denaro stesso).
Quindi partendo da questo presupposto Marx dice bene allora studiamo cosa è la merce, perché solo in questo modo potrò arrivare a capire cosa c'è dietro l'accumulazione di ricchezza.
Ma cosa è la merce?
Marx dice: "La merce è un oggetto esterno che per le sue proprietà soddisfa bisogni umani di qualunque genere essi siano."
Quindi la merce :
1) da un lato deve possedere delle caratteristiche naturali fisiche/chimiche che fanno di essa un oggetto adatto a soddisfare un bisogno, ed esso si realizza nel consumo.
Questa caratteristica viene indicata da Marx "Valore d'uso".
Il valore d'uso del sale (per fare un esempio) è legato alla sua capacità di rendere saporiti i piatti, ed è una caratteristica specifica del sale che soddisfa un particolare nostro bisogno (rendere saporiti i piatti) appunto.
2) La merce è "un oggetto esterno" cosa vuol dire? vuol dire che non è qualcosa che produciamo solo per noi, ma qualcosa che produciamo per la collettività, che in altre parole può essere scambiato, quindi deve possedere quello che Marx chiama "Valore di scambio".
Ma cosa è il valore di scambio?
Il valore di scambio (dice sempre Marx) è il rapporto quantitativo in cui il valor d'uso di un oggetto si scambia con il valor d'uso di un altro oggetto.
In parole povere?
due pacco di zucchero = tre pacchi di caffè
Il rapporto due sta a tre è il valore di scambio che deve possedere lo zucchero se lo si vuole scambiare con il caffè.
Però Marx dice io nello scambio inevitabilmente vado ad uguagliare un valore d'uso (zucchero) che è inevitabilmente differente dal valore d'uso (caffè), (uno è dolce l'altro è amaro, uno è bianco l'altro è scuro etc.....) pertanto in che senso sono uguali?Se pongo una uguaglianza in termini, vuol dire che esiste un minimo comune multiplo che lega lo zucchero al caffè a qualsiasi altro genere di merci, cosa è?
Marx dice il minimo comune multiplo sta nel fatto che sia lo zucchero che il caffè sono prodotti del lavoro umano, e come tali hanno un "Valore".
Ma come si quantifica questo valore?
Facile se il valore è dato dal lavoro umano, allora il tempo di lavoro socialmente necessario per produrre un determinato valore sarà il parametro con il quale possiamo quantificare il valore contenuto in ciascun prodotto.
Da ciò capisco quindi che quando vado a dire che
due pacchi di zucchero= tre pacchi di caffè
sto dicendo in realtà che per produrre lo zucchero ci vorrà più tempo che per produrre caffè e come tale il valore dello zucchero sarà maggiore di quello del caffè.
Capiamo bene dunque che ciò che avevamo indicato come valore di scambio non è che in realtà l'aspetto fenomenico del valore.
Per questo Marx arriva a dire che i due aspetti che caratterizzano la merce sono in realtà valor d'uso e valore.
Abbiamo parlato di tempo di lavoro socialmente necessario, in che senso?
Nel senso che se io sono pigro e ci impiego il doppio del tempo che in realtà impiegherebbe qualsiasi altra persona, che si trova a produrre nello stesso contesto, storico, culturale e tecnologico non è che il mio prodotto avrà un valore doppio!
Non funziona così, e come funziona?
Marx dice "il tempo di lavoro socialmente necessario è il tempo di lavoro che nelle condizioni di produzione socialmente normali e col grado di destrezza ed intensità del lavoro di volta in volta esistenti, si richiede per produrre un valor d'uso qualsiasi"
Ed aggiunge che tali condizioni possono variare al variare della "forza produttiva del lavoro". Che roba è?
La forza produttiva del lavoro la dobbiamo immaginare come una funzione F, che interviene direttamente nella produzione di una certa quantità di prodotto Q, assieme al tempo di lavoro socialmente necessario t del tipo:
Q=F(a,b,c,d,e) t
Dove:
a=Grado medio di abilità degli operai
b=Stadio di sviluppo della scienza e della sua applicabilità tecnologica
c=Combinazione sociale processo di produzione (catena di montaggio etc...)
d=Volume e capacità operativa dei mezzi di produzione
e=Condizioni naturali (se ti manca la materia prima non produci!).
Vi lascio con due massime molto belle citate da Marx nel Capitale
"Una cosa può essere valor d'uso senza essere valore"
L'aria che respiriamo non ha un valore perché non è prodotta dall'uomo ma ha un valor d'uso immenso senza di essa moriremmo.
"Nessuna cosa può essere valore, senza essere oggetto d'uso. Se è inutile, anche il lavoro contenuto in essa è inutile, non conta come lavoro e quindi non costituisce valore"

Pracella Giuseppe

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