Forma di valore semplice, singola, cioè accidentale
Capitolo 1: La merce.
Sottocapitolo 3: Forma di valore cioè valore di scambio
Sezione A: Forma di valore semplice, singola, cioè accidentale
Abbiamo già visto la settimana scorsa in cosa consiste esattamente la forma semplice di valore. Essa può riassumersi nella seguente:
xA = yB
dove x e y sono delle generiche quantità, ed A e B sono due tipologie di merci. Esempio:
3 mele= 2 banane
Ora è utile fissare un punto fermo che ci servirà a comprendere meglio quello che verrà detto di seguito. Sia la merce A che la merce B hanno un valore che è sempre dato dal loro tempo socialmente necessario (come già visto), però di fatto noi non abbiamo idea del valore di questi oggetti fino a quando non li mettiamo a confronto tra di loro per mezzo dello scambio (quanto vale A da zero a dieci?).
Un pò come accade con le grandezze fisiche ad esempio la temperatura, sicuramente sappiamo che un corpo è più o meno caldo perché in esso c'è una certa concentrazione di calore (energia termica) ma quanto è caldo? Per saperlo occorrerebbe confrontarlo con un altro corpo, e poi con un altro ancora fino a realizzare una scala di temperature con la quale saremmo in grado di stabilire e misurare il calore di qualsiasi oggetto. Esattamente quello che dice Marx, per capire il valore di una merce occorre confrontare la stessa con sempre più merci fino a stabilirne una scala ed una sua unità di misura che come vedremo coinciderà con la forma denaro. Ma prima di arrivare a questo torniamo alla nostra forma semplice:
xA=yB
Noi non sappiamo esattamente quanto vale A e quanto vale B, perché anche considerando lo scambio il valore di ciascun prodotto non è subito esplicitato, dichiarato. Ciò che invece appare subito è che x quantità di A valgono y quantità di B (3 mele valgono 2 banane).
Quindi è evidente che la merce A esprime in questa forma (forma valore semplice) il proprio valore nelle merce B, in funzione della merce B.
Il valore della prima merce A è dato come valore relativo ed è chiamata da Marx "FORMA RELATIVA DI VALORE"
Il valore della seconda merce B (che non è specificato quanto sia, per farlo occorrerebbe confrontare B con una terza merce C) funziona come equivalente di valore (poiché fissa il valore di A, quanto vale A) ed è chiamato da Marx "FORMA EQUIVALENTE DI VALORE".
Dice Marx "Forma relativa di valore e forma equivalente sono momenti tra loro in connessione, essendo l'uno la condizione dell'altro, intimamente congiunti ma allo stesso tempo sono estremi che si escludono a vicenda, cioè opposti, poli della medesima espressione di valore (ciò è ovvio essendo in presenza di una uguaglianza) "
Ovviamente posso avere anche il capovolgimento della equazione tale percui
yB = xA
Ma la sostanza non cambia, nel senso che in questo caso la merce B si comporterà come forma relativa di valore e la merce A questa volte fissando il valore della merce B diventerà la forma equivalente di valore.
Marx infatti dice "Che una merce si presenti in forma relativa o equivalente, dipende solo dalla posizione che essa ogni volta occupa nella espressione di valore, ossia dal fatto che essa sia la merce di cui si esprime un valore o la merce in cui si esprime un valore"
Semplice no?
Pracella Giuseppe

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