I bambini devono giocare ed andare a scuola!

Camicia rosa sbottonata sul petto dove si intravede una catenina d'oro salda sul collo, e jeans su scarpe di pelle. Probabilmente gli stessi jeans che produce la sua azienda dove lavorano almeno una quindicina di bambini di età compresa dai 7 ai 12 anni.
Lavoratori instancabili (lavorano 10h al giorno con un ora di pausa pranzo, sei giorni su sette) ed anche economici (il loro salario è di poco più di 70 euro al mese per i più fortunati, un appartamento in affitto in Turchia costa mediamente sui 200 euro al mese).
Sono loro i bambini siriani costretti a crescere troppo in fretta conoscendo prematuramente la bruttezza della vita, tutta incentrata su guadagni e profitti per alcuni e mera sopravvivenza per altri.
Nonostante tutto non perdono il sorriso e nemmeno i loro sogni e così Hussein (un bambino di almeno 13 anni) mentre lavora con tinture tossiche risponde che lui da grande vorrebbe fare il dottore, ma per il momento non può andare a scuola, ha 4 fratelli ed una mamma vedova da aiutare.
Questo è il prodotto di due cancri. Uno è la disperazione e la miseria di chi scappa dalla guerra, di scappa dalla Siria e si trova ingabbiato in un paese (la Turchia) in cui legge ed istituzioni sono solo una pura facciata. L'altro è il capitalismo che calpesta dignità e diritti sfruttando la disperazione di chi non ha nulla per veder aumentare i propri profitti.
Noi Europei in questo siamo complici due volte. Primo perché continuamo ad alimentare una guerra folle ed assurda e poi perché la maggior parte di quegli imprenditori lavorano per marchi famosi, per brand multinazionali. Così siccome vogliamo la maglietta a 5 euro alimentiamo il mercato del degrado umano e della disperazione.
Il rapporto ONU del 2015 specifica che in Turchia il 5,9% dei minori (ovvero 6 su 10 minorenni) fra i 5 ed i 14 anni lavorano nonostante la legge proibisca il lavoro minorile fino a 15 anni, 18 per i lavori più pericolosi. Lo sanno tutti dunque ma la UE continua a dare 6 miliardi di euro alla Turchia per mantenere i migranti irregolari che provengono dalla Siria e che poi andranno a gonfiare le fila di lavoratori schiavi nelle industrie tessili e manifatturiere, molti di loro sono bambini.
Sarebbe bene riflettere sulle parole di uno dei tanti imprenditori (capitalista). Lui (un siriano fortunato) sfrutta il lavoro minorile dei suoi stessi concittadini in Turchia "Lo so anche io che sarebbe meglio mandare i ragazzini a scuola, ma è un lusso che molte famiglie siriane non si possono permettere. Se riusciamo a sopravvivere qui in Turchia è perché ci diamo una mano fra di noi".
Questo è il capitalismo, il giustificare l'ingiustificabile per mettersi a posto con la coscienza perché la mente è troppo impegnata a contare i soldi, gli utili. Spesso sento dire che il sindacato è inutile, che "il padrone" è meglio perché se lavori bene sa premiarti.....bene....ricordiamocelo quando leggiamo questi report, perché il capitalismo incontrollato è questo.
I bambini devono vivere la loro infanzia, devono andare a scuola perché solo attraverso l'istruzione si può avere una evoluzione sociale che non si basa su automi che piegano la propria schiena dinanzi alle angherie di un padrone che appare grande solo perché è la nostra disperazione a renderci piccoli, troppo piccoli.


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