Lasciate ogni speranza, o voi che entrate

Inferno canto numero.3? no è la triste realtà che coinvolge milioni di neolaureati di età compresa tra i 25 ed i 30 anni che sperano grazie al loro 110 di trovare un lavoro stabile e ben retribuito. 
Che l'Italia non fosse proprio il paese della meritocrazia penso sia noto anche alle pietre, ma forse quello che non è molto noto ai più è quel mondo non tanto pubblicizzato degli "Stage".
Cosa è uno Stage?
Come si legge in maniera chiara dal sito della randstad
"Il contratto di stage – o tirocinio – nasce, come anche quello di apprendistato, per favorire la formazione, e quindi l’inserimento lavorativo, di giovani all’interno di un’azienda".
Già queste prime tre righe racchiude tutta la illogicità che sta alla base di questa forma di lavoro. Praticamente noi stiamo dicendo che una azienda (che ha come interesse quello di aumentare il proprio profitto e quindi di ridurre i costi) si deve occupare di "formare" , quindi aumentare i costi, la formazione di fatto è un costo (in primo luogo perché lo stagista non ti rende, in secondo luogo perché come vedremo dovresti affiancargli un tutor, che quindi lavorerà meno per seguire lo stagista). Ovviamente è subito chiara l'assurdità di una tale pretesa (stiamo raccomandando le pecore al lupo).
Ma sopratutto se devono essere le aziende a fare "formazione" che manteniamo a fare le università con i loro laboratori, la loro struttura onerosa e tutto il baronato a corredo? (oltre il 50% degli studenti spendono più di 1000 euro l'anno solo di tasse universitarie)
Quindi o l'università non serve ( e quindi la eliminiamo) oppure non si deve dare all'azienda il compito di fare "formazione" (che mi sembra la cosa più logica). Ma proseguiamo pure con la nostra lettura.
"L’ente ospitante – sia pubblico che privato – attiva uno stage a seguito di un accordo stipulato con un ente promotore, che può essere un Centro per l’impiego territoriale, un’Università, un Istituto di Istruzione superiore pubblico o in convenzione ed un Ente formativo accreditato come l’ACTL Sportello Stage o l’Enaip".
L’attivazione dello stage, inoltre, prevede la stesura di un progetto formativo in cui saranno inseriti:
1) tutti i dettagli relativi alla durata (orario di lavoro)
2) gli obiettivi attesi condivisi,
3) gli obblighi dello stagista,
4) la modalità di svolgimento,
5) la sede legale dove il giovane dovrà recarsi ogni giorno,
6) gli estremi identificativi dell’assicurazione INAIL
7) il nome di un tutor d’ufficio che avrà il compito di monitorare l’attività dello stagista ed essere in contatto con l’ente promotore per controlli ed aggiornamenti.
Durata dello stage:
1) fino a 6 mesi per un tirocinio formativo e di orientamento.
2) fino a 12 mesi per un tirocinio di inserimento, reinserimento lavorativo o un tirocinio a favore di soggetti svantaggiati.
"Lo stipendio minimo che si potrà percepire varia da Regione a Regione: in Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Umbria è fissato ad esempio a 300 euro lordi mentre aumenta in Abruzzo e Piemonte dove il rimborso minimo per uno stagista è di 600 euro lordi (praticamente dopo anni di studio con quello che predi non ci paghi nemmeno l'affitto di casa).
Non essendo un contratto di dipendenza non è previsto in ogni caso il versamento di contributi da parte dell’ente ospitante. Lo stagista non matura poi ferie, permessi o altre indennità (penso che l'ultima frase si commenti da se, non hai nemmeno diritto alle ferie! )".
Ed ancora...
"All’interno del progetto redatto all’avvio dello stage sono specificati orari e giorni che il giovane dovrà rispettare, pena la decadenza stessa del tirocinio. Qualsiasi variazione ufficiale sull’orario deve essere comunicata tempestivamente al soggetto promotore. Nel caso in cui vengano richiesti straordinari – non inseriti nel contratto e quindi non retribuiti – lo stagista è quindi sollevato da ogni dovere nei confronti dell’azienda"
certo come no...ma chi ha regolamentato questo contratto di sfruttamento ha una vaga idea di come funziona il mondo del lavoro? ma secondo lui un giovane che spera che l'azienda dopo il contratto di stage lo tenga facendogli un contratto meno precario (perché sempre di contratto precario si parla) alla richiesta di fare straordinario il giovane lavoratore si rifiuta? ma di che stiamo parlando? ma è normale che non si rifiuta sta sotto ricatto!
Infine
"In Italia, nelle aziende che hanno più di 20 dipendenti, il numero di stagisti non può essere superiore al 10% del personale dipendente"
Ciò vuol dire giusto per fare due conti che in una azienda di 100 dipendenti io posso assumere fino a 10 stagisti, praticamente quasi un itero reparto! (mica male no?).
La Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) recentemente ha compiuto una indagine on-line che ha visto coinvolti circa tremila giovani che hanno risposto a tutta una serie di domande, da cui gli aspetti più salienti sono così riassunti:
1) 51% dei giovani lavoratori non è seguito dai tutor aziendali, che si limita solo a firmare i loro progetti a termine del mandato (quindi questo lascia intendere che non fanno "formazione" oppure non la fanno nel modo corretto).
2) il 41,5% degli stage non prevedono alcun rimborso. Il 14% prevedono un rimborso che non supera i 250 euro al mese. il 17% dei casi avrà un rimborso compreso tra i 250 ed i 500 euro al mese.
Cosa che è drammatica se si pensa che il 26% di questi giovani si trasferiscono stabilmente nella città dove si trova la sede del lavoro (pagando quindi anche un affitto) ed il 25% invece fa da pendolare.
Ma alla fine di tutto il travaglio si trova lavoro?
Per oltre la metà si tratta solo di un saluto, una stretta di mano, e niente più. A circa sei su dieci (il 17 %) accade invece di ricevere una proroga. Solo all'8% viene offerto un contratto, di questi il 6% avrà un contratto a tempo determinato.
Tutti gli altri "ricominciano" da capo. Il 32,7% ha fatto due stage, il 13% tre, il 3,9% quattro, l'1,2% cinque e lo 0,7% addirittura più di cinque. Così un ragazzo su cinque si ritrova a farne almeno tre durante quel tortuoso percorso di avvicinamento a un impiego.
Quindi vi siete laureati con il massimo dei voti in cinque anni? Bene ora siete pronti per essere sfruttati perché lavorare per 8 ore a 500 euro mensili cinque giorni su sette significa lavorare (supponendo 20 giorni lavorativi al mese) per 25 euro al giorno. Tanto per fare un parallelismo un extracomunitario che raccoglie i pomodori nelle campagne pugliesi del caporalato guadagno 20 euro al giorno solo che in quel caso si parla di sfruttamento, in questo caso invece si parla di "formazione".
Ma non è l'unico aspetto drammatico della storia, perché secondo voi se una azienda deve assumere un ingegnere di 30 anni con 5 anni di esperienza alle spalle a cui non può fare il contratto di stage (quello vale solo per i neolaureati) e dall'altra parte ha già bello e pronto il ragazzino (che magari ha già fatto esperienza di stage da altre parti) secondo voi chi prende? Quale è la stretta conseguenza di tutto ciò? Velo dico io abbassamento del costo del lavoro, se prima un ingegnere lo pagavi 2000 euro, ora se vuole 1300 è bene altrimenti c'è il ragazzino con lo stage, l'apprendistato etc....(le forme di precariato sottopagato sono infinite!)
Inoltre mi chiedo di fronte ad una logica perversa tale percui i figli è giusto che soffrano di più di quello che abbiamo sofferto i genitori (che non condivido assolutamente)...che senso ha fare i figli?
Mi spiego meglio l'italiano medio non vede l'ora di sistemarsi per mettere su famiglia (giustamente), perché si sa i figli danno un senso a tutto, danno un senso alla vita. Ma chi da un senso alla loro di vita?Cosa diremo ai nostri figli quando (nonostante una laurea) si troveranno a divincolarsi tra la precarietà e la mala retribuzione? Per non parlare poi delle pensioni..... Spesso si sente dire in giro "io mi sono sacrificata, si sacrificheranno anche loro" curioso che questa frase provenga da una generazione che è vissuta ereditando il benessere costruito dai loro genitori durante il periodo di boom economico, curioso perché questa generazione i "sacrifici" quelli veri non li ha mai conosciuti proprio grazie alle battaglie portate avanti dai nostri nonni loro genitori, ed oggi vogliono giustificare la loro pigrizia nel prendere certe posizioni, nel lottare con la logica perversa che le nuove generazioni è giusto che stiano peggio di loro? Se questo è amore....allora preferisco l'odio! 


Commenti

Post popolari in questo blog

Epifanio Li Calzi

Crudelia Salmon

Mario Chiesa