L'Italia è ancora una repubblica fondata sul lavoro?
Da ciò che si direbbe dal rapporto intitolato "LE DINAMICHE DEL MERCATO DEL LAVORO NELLE PROVINCE ITALIANE" redatto dall'Osservatorio Statistico dei Consulenti del lavoro si direbbe ancora di si, ma non c'è da stare molto allegri.
Secondo le loro stime l'Italia si presenta come suddivisa in tre blocchi. Quello del Nord che viaggia con una occupazione che in certe zone sfiora il 75%, quelle del centro tra il 40-50%, quelle del sud impantanate su poco più del 30%, con una situazione peggiorativa rispetto al 2015 in molte delle provincie Italiane nonostante la riforma del Jobs Act (che a detta di Renzi e del PD) che avrebbe dovuto rilanciare il mercato del lavoro.
Per quanto riguarda poi le differenze occupazionali tra uomini e donne la questione è ancora più scottante e gravosa con picchi che arrivano a toccare il 30% (cioè per ogni 3 occupati uomini c'è un occupata donna) sopratutto al sud Italia dove forse la cultura popolare da una parte, la crisi lavorativa dall'altra ma anche la parziale assenza di controlli da parte degli organi governativi fanno si che esistano ancora discriminazioni in base al sesso con buona pace delle lotte e rivendicazioni femministe che hanno infervorato le strade durante il 68.
Sulle retribuzioni nette da dipendenti sarebbe utile fare una considerazione. Mentre secondo dati Istat mediamente i manager guadagnano fino a 1000 volte lo stipendio dei loro dipendenti, in Italia un dipendente può arrivare fino ad un massimo di quasi 1500 se è fortunato ad essere nato a Bolzano, per il resto la situazione è peggiorativa fino a toccare casi cronici ad Ascoli Piceno dove si vive con meno di 1000 euro al mese (contratto regolare).
Come si esce da questo periodo di stagnazione? Unione Proletaria si sente di proporre alcune ricette quali :
1) Riduzione dell'orario di lavoro da 40 ore settimanali a 30 ore settimanali, per costringere le aziende ad l'assumere più persone per coprire l'intero fabbisogno produttivo (se il lavoro manca non ha senso far lavorare poche persone per un tempo spropositato ma al contrario occorre lavorare meno e tutti)
2) Far ripartire gli investimenti in opere pubbliche (quando riparte il mattone riparte tutto) concentrandosi sul recupero e la ristrutturazione delle vecchie palazzine, ristrutturazione degli edifici pubblici di pubblico interesse (scuole, ospedali etc...) sopratutto investendo sulle nuove tecnologie che mirano al risparmio ed all'autosufficienza energetica. Riorganizzazione dell'intero lay-out cittadino diminuendo il numero di strade alle sole arterie principali del traffico, e capillari secondari destinati alla sola viabilità pedonale e piste ciclabili, realizzazione di nuove piazze e spazi aperti.
3) Abolizione della Fornero e tornare alle pensioni con 40 anni di contributi, o 65 per anzianità. In una situazione di PIL stagnante non si può pensare di creare nuovi posti di lavoro a prescindere dal numero di persone che dovrebbero andare in pensione.
4) Abolizione del Jobs Act e ripristino dell'articolo 18, (più sicurezza sul lavoro vuol dire più investimenti a lungo termine e quindi un mercato che riparte).
5) Gestione pubblica di tutte quelle aziende che devono garantire diritti fondamentali ed indispensabili per l'uomo sulla quale non può sussistere la fredda matematica della legge di mercato (acqua, servizi di Trasporti, energia etc....).
6) Si alla flessibilità ma regolamentata con un sistema tale per cui se fai 4 ore di straordinario a settimana nei periodi di picchi produttivi, poi devi avere la possibilità di recuperarli in ferie durante i periodi di rilassamento e non oltre comunque al fine anno fiscale, pena multe corpose per l'azienda che
potrebbero andare ad alimentare l'instaurazione di un eventuale reddito base di cittadinanza.
potrebbero andare ad alimentare l'instaurazione di un eventuale reddito base di cittadinanza.
7) Promuovere su tutto il territorio nazionale una organizzazione aziendale tale per cui i lavoratori stessi diventano soci con uguale spartizione delle quote azionarie delle aziende presso cui lavorano (Worksbyout).
8) Porre un vincolo legale al numero di incarichi manageriali che una persona può al massimo ricoprire sia all'interno delle aziende pubbliche che private.
9) Promuovere il lavoro da casa opportunamente regolamentato e tutelato, in modo da promuovere stabili industriali sempre più piccoli e sempre meno concentrati e localizzati, distribuendo così il carico di lavoro da norda al sud, da aree più industrializzate ma con poca manodopera ad aeree meno
industrializzate ma con molta più manodopera sfruttando i mezzi informatici oggi all'avanguardia.
industrializzate ma con molta più manodopera sfruttando i mezzi informatici oggi all'avanguardia.
10) Incrementare i controlli, la repressione del lavoro in nero anche avvalendosi di una campagna di sensibilizzazione che faccia capire bene l'importanza di essere tutelati sul posto di lavoro.
11) Obbligatorietà all'iscrizione all'interno di un sindacato di base o confederato che sia per tutti i lavoratori dipendenti al fine di eliminare la brutta prassi di isolamento e persecuzione dei lavoratori tesserati in atto in alcune realtà industriali.








La proprietà è sacra e inviolabile (articolo unico e fondamentale delle costituzioni borghesi ) . La repubblica è fondata sul lavoro ............altrui .
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