L'origine del fondamentalismo Islamico (Parte 1°)
Contrariamente a quanti molti pensano, il fondamentalismo islamico non nasce in Afghanistan ma bensì in Egitto, in seno alla più nota organizzazione dei "Fratelli Musulmani".
Ma chi sono questi "Fratelli Musulmani"?
I "Fratelli Musulmani" è la più importante organizzazione islamista internazionale impegnato politicamente attraverso due partiti principali che sono:
Partito Libertà e Giustizia (Egitto)
Hamas (Striscia di Gaza)
Cosa centra l'organizzazione "Fratelli Musulmani" con il fondamentalismo islamico?
Per capire questo occorre ripercorrere la storia.
l movimento nacque nel marzo del 1928 da al-Ḥasan al-Bannāʾ, che era un insegnante egiziano operante a Isamilia citta egiziana situata sulla riva occidentale del Canale di Suez. I "Fratelli Musulmani" nascono come un movimento culturale e religioso che aveva come obiettivo di contrastare culturalmente l'occidentalizzazione della società islamica.
Perché nasce ad un certo punto questa esigenza?
Perché nel 1928 alcune nazioni occidentali che operavano allora in questa regione (Regno Unito e Francia) avevano realizzato una area industriale esentasse ed avevano portato un buon volume di affari nella zona sfruttando la manodopera locale, erano gli anni in cui il Canale di Suez giocava un ruolo fondamentale sia per le economie dei due paesi coloniali sia per gli assetti politici. Attraverso il Canale diventava facile il trasporto di materia prima provenente dall'Africa ma anche dall'Oriente direttamente in Egitto dove venivano poi trasformati in prodotti finiti. Quindi ad un certo punto queste masse sfruttate iniziano a cercare una valvola di sfogo proprio sulla fede (l'islam) ed iniziano a riunirsi ed aderire a questa confraternita che promuoveva proprio la dignità e il riscatto dei lavoratori arabi egiziani, nella zona del Canale di Suez; seguendo l'etica e la concezione civica proposta dall'Islam.
L'organizzazione crebbe velocemente fino a diventare un soggetto politico dal largo seguito, che sposò la causa delle classi in difficoltà e giocò un ruolo preminente nel movimento nazionalista egiziano. Ovviamente questo movimento costituiva una spina nel fianco sia per gli affari delle nazioni occidentali, ma anche per il presidente Nesser che una volta giunto al potere nel 1954 sognava un cambiamento della mentalità egiziana più proiettata al socialismo ed alla nazionalizzazione dei centri di produzione, inseguendo il modello del capitalismo di stato Sovietico. Il problema fu che questo slancio all'industrializzazione (proprio come in Russia) si dimostrò fallimentare sopratutto dal punto di vista sociale, aumentò ancor più la forbice sociale e le differenze economiche tra chi gestiva le aziende pubbliche e chi ci lavorava, e questo fu la causa non solo del proliferarsi delle adesioni al movimento dei "Fratelli Musulmani" (del resto loro predicavano l'uguaglianza sociale ed economica tra i fratelli musulmani come dargli torto?), ma anche l'inasprimento dei contatti tra il mondo musulmano e quello "socialista" di Nesser. Inasprimento che toccò il culmine con il fallito attentato al presidente (per opera della "fratellanza") e della conseguente persecuzione che portò all'uccisione di uno dei suoi massimi esponenti Sayyid Quṭb.
Chi era Sayyid Qutb?
Era un politico egiziano che aveva aderito al movimento dei "Fratelli Musulmani" , figlio di proprietari terrieri molto rispettati per la loro osservanza della fede, durante il periodo della scuola elementare, impara a memoria il Corano privatamente, poi si trasferirà nel Cairo presso un zio dove si diplomerà e si prenderà la laurea presso la Dār al-ʿulūm (casa della scienza), dove avrà i suoi primi contatti con alcuni esponenti dei "Fratelli Musulmani" a cui poi aderirà completamente. All'età di 33 anni viene assunto dal Ministero dell'istruzione egiziano dove lavorerà per sei anni (dal 1939 al 1945) come insegnante di provincia, per poi continuare la sua carriera come ispettore redigendo varie proposte di riforma del sistema dell'insegnamento. Nel novembre del 1948 va negli Stati Uniti con l'incarico ufficiale di studiare il sistema scolastico americano, ufficiosamente era un esilio a causa di alcune sue pubblicazioni anti-governative. Torna in Egitto nel 1952 per collaborare al colpo di stato che porterà alla destituzione del monarca Faruq ed all'ascesa al potere di Nasser. Tuttavia i rapporti tra Nasser ed i "Fratelli Musulmani" a cui lui fa parte si incrinano, poiché i precetti dell'islam vengono considerati incompatibili con la trasformazione socialista che si vuole dare al paese, non solo ma dopo il fallito attentato a Nasser, i "Fratelli Musulmani" verranno perseguitati ed i suoi più alti esponenti incarcerati e giustiziati (tra cui Sayyid Qutb). Prima di morire però Sayyid Qutb scrisse un libro il Maʿālim fī al-ţarīq (Pietra miliare), libro che all'inizio non ebbe un grande seguito ma dopo la sua morte (pervenuta per impiccagione) si tramutò nel testo d'ispirazione per le correnti fondamentaliste. Sayyid Qutb divenne il martire morto per la causa e l'indipendenza dello stato islamico (del resto questi erano passati dalla monarchia assoluta di re Faraq sostenuta dalle potenze coloniali di Regno Unito e Francia, alla dittatura socialista di Nasser sostenuta dall'Unione Sovietica), e la sua figura influenzò le correnti più radicali, più violente che prima si dissociarono dal gruppo dei "Fratelli Musulmani" per poi raggrupparsi nel 1979 formando Al-Jihad meglio nota come Jihad islamica egiziana. La jihad islamica Egiziana nasce dalla fusione di due gruppi islamisti fondamentali uno guidato da ʿAbd al-Salām Faraj l'altro guidato da Karām Zuhdī entrambi erano stati seguaci di Sayyid Qutb e ne condividevano il suo pensiero tale percui la jihad (che letteralmente significa sforzo verso uno scopo in alcuni precetti del corano appare come una vera e propria lotta non violenta ma personale verso la comprensione dei misteri divini, in altre si parla proprio di lotta armata per difendere l'islam dagli aggressori che ne minacciano l'esistenza ) non dovesse essere considerato solo come un impegno "minore" e non obbligatorio, tranne a scopo difensivo nel caso di aggressione esterna volta all'annullamento della sovranità islamica politica e religiosa, ma al contrario fosse un dovere di ogni musulmano pubere allo scopo di diffondere e realizzare una vera società islamica in tutto il medio oriente. Questi in particolar modo credevano che i metodi pacifici non avrebbero mai potuto portare a una autentica società islamica (il jihad era l'unica opzione), attraverso la violenza e la lotta armata loro dovevano cambiare il quadro sconsolante offerto dalle società che si dicevano musulmane, pressoché tutte caratterizzate da regimi autoritari e dittatoriali, sia civili sia militari. Credevano che l'Egitto presto sarebbe diventata (grazie ai loro attentati) la culla di un nuovo stato islamico e da lì sarebbero partiti per liberare e recuperare le altre terre islamiche perdute. Loro davano la colpa della presenza coloniale occidentale nelle terre musulmane agli empi governanti arabi che lasciandosi corrompere ne erano diventati responsabili.


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