Carattere duplice del lavoro rappresentato nelle merci


Capitolo 1: La merce.  
Sottocapitolo 2: Carattere duplice del lavoro rappresentato nelle merci

La scorsa settimana avevamo visto in pratica che la merce nascondeva in se una duplice natura (valore d'uso e valore), a questa duplice natura corrisponde anche una duplice natura del lavoro (lavoro utile e lavoro)

Marx dice "Il lavoro che si manifesta così nel suo valore d'uso del suo prodotto, cioè in quanto il suo prodotto è un valor d'uso, lo chiamiamo senz'altro lavoro utile"

Che significa?

2 pacchi di zucchero= 3 confezioni di caffè

Zucchero e caffè sono due valor d'uso differenti ( uno serve per addolcire, l'altro per eccitare per tenerci svegli) visti nella loro utilità (valor d'uso) sono differenti anche i lavori che li producono (perché il lavoro nello zuccherificio sarà sicuramente diverso da quello che si fa nella torrefazione, i processi sono differenti) pertanto il lavoro dello zuccherificio e della torrefazione li chiamo lavori utili.
Quando parlo invece di valore mi riferisco al lavoro in generale inteso come sforzo fisico/psichico che i lavoratori compiono durante lo svolgimento dei loro lavori utili, che come lavoro generale è unico ed accomuna tutte le merci.

Detto ciò è abbastanza ovvio che affinché lo scambio abbia un senso i valori d'uso che vado a scambiare dovranno necessariamente essere qualitativamente differenti (non vado a scambiare due pacchi di zucchero con due pacchi di zucchero per intenderci).

Siccome poi a valor d'uso differenti corrispondono lavori utili differenti, allora se ne deduce che condizione necessaria e sufficiente affinché si producano merci è che ci sia una divisione sociale del lavoro.

ATTENZIONE! non vale il contrario. Io posso avere una divisione sociale del lavoro senza avere come obiettivo la produzione di merci. Classico è l'esempio della catena di montaggio (ho divisione sociale del lavoro all'interno della fabbrica, ma non sto producendo merci da un reparto all'altro).

Quindi?

Marx dice "solo i prodotti di lavori privati autonomi ed indipendenti l'uno dall'altro si possono confrontare reciprocamente come merci"

ed ancora

"Il lavoro. in quanto formatore di valor d'uso, in quanto valore utile è una condizione d'esistenza dell'uomo, è una perenne necessità della natura che ha lo scopo di mediare lo scambio materiale tra uomo e natura, cioè di mediare la vita umana"

La potenza di quest'ultima frase è secondo me la chiave per capire l'intero pensiero comunista e Marxista. Spesso le persone di destra dicono "voi siete comunisti perché non avete voglia di lavorare" ed ancora "andate a lavorare". Ecco queste due frasi fanno capire quanta ignoranza ci sia sull'argomento. Il pensiero Marxista e comunista è incentrato sul lavoro, ed è forse l'unica ideologia che mette davvero il lavoro umano al centro del proprio pensiero. Nemmeno la corrente liberale fa lo stesso, dove al centro del sistema vi è il guadagno dovuto agli interessi non il lavoro!
Un comunista non è comunista se non è per il lavoro. La differenza tra un comunista ed un fascista o comunque un destrorso è che il comunista vuole il lavoro, il destrorso vuole farsi sfruttare.

perchè?

perchè come diceva Russeau alla base dello sfruttamento c'è il desiderio latente delle persone sfruttate a sfruttare di conseguenza. In altre parole io accetto il sistema dello sfruttamento perché so che se faccio il bravo, e gioco bene le mie carte prima o poi arriverà il momento che anche io potrò vivere sfruttando il mio prossimo.

Comunque tornando a Marx lui dice attenzione i valori d'uso che produciamo dipendono si dal lavoro, ma anche dalla natura.
"l'uomo può agire sulla natura solo modificando, trasformando con il suo lavoro le forme dei materiali"

Questa è meravigliosa perché è una frase che unisce la filosofia direttamente alla fisica del "Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma", e nello stesso tempo fa capire di quanto sia ridicolo il pensiero liberale che dice che "bisogna produrre ricchezza", la ricchezza non la si produce quello che si fa è trasformare una ricchezza che sta sotto diversa forma e sopratutto lontano dal nostro paese, in una ricchezza di diversa forma nel nostro paese ed è il motivo percui ad un paese che vive nel benessere dello sfarzo e dello spreco corrisponderà sempre ed inevitabilmente un paese del terzo mondo, sfruttato e denutrito.

Torniamo al nostro esempio

2 pacchi di zucchero=3 pacchi di caffè

abbiamo detto che zucchero e caffè come valor d'uso sono differenti e come lavoro utile anche (zuccherificio e torrefazione). Ma dal punto di vista dello scambio, il loro minimo comune multiplo ciò che gli rende confrontabili è il fatto che seppur nella loro diversità entrambi i lavori richiedono uno sforzo fisico, psichico l'usura di muscoli ed energia, in altre parole lavoro umano generale, ed è proprio in virtù di questa loro comune natura che noi possiamo confrontarli stabilendo quale merce valga di più.

Nel precedente sottocapitolo avevamo visto che il valore di una merce di misurava, misurandone il tempo necessario di lavoro. In realtà c'è anche un secondo aspetto da considerare, ovvero una distinzione tra LAVORO SEMPLICE e LAVORO COMPLESSO.

Dice Marx "Il lavoro semplice è lavoro umano che ciascun uomo possiede in media nel suo organismo fisico senza speciale sviluppo"

ed ancora "Il lavoro complesso è un lavoro semplice potenziato o piuttosto moltiplicato in maniera che una quantità minore di lavoro complesso equivale a una quantità maggiore di lavoro semplici"

Da qui la massima Marxista "ognuno secondo le sue capacità a ognuno secondo i suoi bisogni".
Spesso ci accusano che noi vogliamo appiattire la società rendendo uguali tutti i lavori che ovviamente non lo sono, in realtà non è così perché Marx prima di essere un filosofo aveva studiato economia e si era reso subito conto che una distinzione tra lavori semplici e lavori complessi era necessaria altrimenti nessuno si sarebbe più impegnato a studiare per diventare ad esempio Chirurgo, Ingegnere , Avvocato etc...

dice ancora Marx "I lavori semplici e complessi si stabiliscono attraverso un processo sociale a cui non partecipano i produttori"
Come si fa a dargli torto? Non sono i produttori che determinano la scala dei lavori, ma piuttosto il mercato del lavoro. Se un lavoro è difficile pochi lo sanno fare o comunque pochi si impegnano a farlo e quindi inevitabilmente diventa un lavoro complesso.

ATTENZIONE! Il capitalista non è un lavoro complesso. Come vedremo più avanti esso non è nemmeno un lavoro, perché di fatto come capitalista l'uomo non produce nulla ma delega a qualcun'altro (proletario) l'onere di produrre per lui ricavandone un sicuro guadagno.

Per semplicità di narrazione Marx dice essendo:

lavoro semplice = n per il lavoro complesso

d'ora in poi tutto ciò che dirò varrà per il lavoro semplice, tanto di riflesso sarà ovviamente uguale anche per il lavoro complesso.

Ora torniamo alla definizione della forza produttiva

Q=F(a,b,c,d,e)t

dice Marx "In qualunque maniera possa cambiare la forza produttiva, il medesimo lavoro da sempre in medesimi spazi di tempo, la medesima grandezza di valore"

ed ancora

"la medesima grandezza di valore però, rende nello stesso lasso di tempo quantità diverse di valor d'uso: maggiore se aumenta la forza produttiva, minore se essa diminuisce"

Che significa? Immaginiamo di avere due prodotti, uno "x" che è stato prodotto impiegando una forza produttiva "Fx" ed uno "y" con una forza produttiva "Fy" ma impiegando lo stesso tempo di lavoro "t". Imponendo però la condizione che

Fx > Fy

Quindi avrò essendo

Qx=Fx t
Qy=Fy t

Qx > Qy ma il valore di Qx è uguale al valore Qy, perché sono uguali i tempi di lavoro.

Che significa, significa che se io prima con una forza produttiva Fy producevo due pacchi di zucchero in otto ore lavorative, ed ora incrementando la forza produttiva in Fx riesco a produrre quattro di pacchi di zucchero in otto ore lavorative io avrò che in valore

2 pacchi di zucchero=4 pacchi di zucchero= due euro (per esempio)

perchè il tempo di lavoro non è cambiato.
Ma se mi riferisco al singolo pacco di zucchero è evidente che il suo valore è diminuito perchè prima avevo

con Fy
2 pacchi di zucchero=2 euro   quindi 1 pacco di zucchero=1 euro

ora con Fx avrò che
4 pacchi di zucchero=2 euro quindi 1 pacco di zucchero= 0,50 cent.


Pracella Giuseppe

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