PRINCIPI FONDAMENTALI: Articolo 2


Art.2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo che nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

In questo articolo, con un implicito richiamo alla Dichiarazione Universale dei diritti umani del 1948, si richiamano due principi:
  1. il Principio personalista : inteso come tutela dei diritti inviolabili,   nonché quei diritti che preesistono e sono indipendenti dallo stato, quali il diritto di vivere, di parlare, di procreare, etc.
  2. il Principio pluralista e solidarista : inteso come l’insieme dei doveri inderogabili che ciascun individuo deve rispettare in quanto facente parte di una comunità, ovvero il rispetto della vita dell’altro, delle libertà altrui etc.


Questo articolo afferma quindi l’esistenza dei diritti innati dei cittadini, che lo stato garantisce e regola. Le formazioni sociali (famiglia, comunità civili e religiose, associazioni politiche e sindacali) sono anch’esse garantite e tutelate in quanto costituiscono un naturale prolungamento dell’uomo, ovvero il luogo in cui egli mette a nudo la propria personalità. Attraverso questi diritti l’uomo viene inserito in una cornice di libertà e pari opportunità.

Ma una società fondata sull’individualità non è una società di individualisti, in cui ciascuno pensa solo a sé stesso, in quanto ad ognuno di noi è richiesto l’adempimento di doveri di solidarietà politica (voto, osservanza leggi ), economica (pagamento delle tasse) e sociale (rispetto della vita/libertà altrui), al fine si migliorare la società in cui viviamo.

Quindi non osservare le leggi è sullo stesso piano del non pagare le tasse, le tasse hanno una funzione fondamentale che è quella di ridistribuire la ricchezza garantendo servizi anche a chi non può permetterseli. Quando a volte sentiamo campagne politiche di leader che promettono di abolire le tasse questo dovrebbe suonarci come un mezzo campanello d'allarme che diventa totale quando a dirlo è magari un imprenditore prestato alla politica (Berlusconi), perché vedete uno Stato senza tasse è uno stato dove il ricco diventa ancora più ricco e il povero diventa ancora più povero. Non è l'imprenditoria che distribuisce le ricchezze, e ne si può occupare di garantire dei servizi ai propri dipendenti perché il suo fine ultimo sono gli utili. Questi sono compiti a cui può provvedere solo lo Stato per mezzo delle tasse. 

E’ in questo articolo che troviamo quindi espressa la natura laica del nostro Stato, quella che riconosce l’uomo e ne garantisce le scelte, assegnando alla politica il dovere di costruire delle regole all’interno delle quali ognuno possa scegliere in modo libero, senza togliere libertà al prossimo.


L'Ape Maia








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