Centenario Rivoluzione d'Ottobre
Questa settimana si è festeggiato il centenario della Rivoluzione Russa e noi di Unione Proletaria non potevamo mancare all'appuntamento, così abbiamo pensato di scrivere questo articolo non per esaltare tanto la rivoluzione Russa in se per se, ma per evidenziare i momenti cruciali e difficili che ha dovuto attraversare.
Pensavamo di farlo attraverso le parole del suo più lustre esponente, il trascinatore Vladimir Ilicic detto Lenin "la volpe", riproponendo alcuni estratti delle sue ormai celebri "Tesi di Aprile"
1 (primo comma). Il nostro atteggiamento verso la guerra, che da parte russa, sotto il governo Lvov e C. e per il carattere capitalista di tal governo è incontestabilmente rimasta una guerra imperialista di brigantaggio, non ammette la benché minima concessione al "difesismo rivoluzionario"
Qui Lenin dice attenzione compagni che la guerra che sventola lo stato democratico provvisorio Russo di Lvov rimane comunque una guerra imperialista e non ha proprio nulla di rivoluzionario!
1 (secondo comma). A una guerra rivoluzionaria che giustificasse realmente il difesismo rivoluzionario, il proletariato non darebbe il suo consenso se non a queste condizioni : a) passaggio del potere nelle mani del proletariato e degli elementi poveri della campagna vicini al proletariato, b) rinuncia effettiva e non a parole a tutte le annessioni, c) rottura completa ed effettiva con tutti gli interessi del capitale.
Il parlamento provvisorio Russo di cui Lvov fu il primo presidente del consiglio, giustificava la ripresa delle ostilità della guerra contro la Germania (prima guerra mondiale) dicendo in giro che era necessaria per difendere la rivoluzione che era da li a poco avvenuta (rivoluzione borghese con la caduta dello zar). Lenin mette subito in riga i suoi dicendogli che non era per nulla vero quello che sbandieravano Lvov e i socialdemocratici.
2 (primo comma). Il fenomeno che contraddistingue l'attuale storia Russa è la Transizione dalla prima tappa della rivoluzione, che ha dato il potere alla borghesia a causa dell'insufficiente grado di preparazione ed organizzazione del proletariato, alla seconda tappa, che dovrà rimettere il potere al proletariato e agli strati poveri del ceto contadino.
3 Nessun appoggio al Governo provvisorio, che ha dimostrato il carattere menzognero di tutte le sue promesse, sopratutto di quelle riguardanti la rinuncia alle annessioni. Smascherare il governo, e non esigere da lui l'impossibile, che è come illudersi che questo governo, governo di capitalisti, cessi di essere imperialista.
4. (comma primo) Rendersi conto che il nostro partito è formato da una minoranza, e per il momento debole minoranza, nella maggior parte dei Soviet dei deputati operai, in confronto al blocco di tutti gli elementi piccolo borghesi opportunisti, soggetti all'influenza della borghesia, e la cui influenza si estende sul proletariato, a cominciare dai socialisti-populisti giù giù fino ai socialisti rivoluzionari.
4 (comma secondo) Spiegare alle masse che i Soviet dei deputati operai sono la sola forma possibile di governo rivoluzionario e che, per conseguenza, il nostro compito, sinché questo governo resti sottoposto alla borghesia, non può essere che quello di spiegare alle masse pazientemente, sistematicamente, con ostinazione, l'errore della tattica dei Soviet, spiegazione che si adatti sopratutto ai loro bisogni pratici.
Finché siamo in minoranza facciamo un lavoro di critica e di chiarimento degli errori, affermando nello stesso tempo la necessità del passaggio di tutto il potere dello Stato ai Soviet dei deputati operai, affinché le masse si liberino con l'esperienza dei loro errori.
B.Assolotto

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