Smettete di chiamarci Animalisti!
"Animalismo è un termine con cui si definisce la posizione – e la corrispondente attività – di chi ritiene che vada accresciuta la tutela giuridica ed etica nei confronti delle specie animali differenti dall'uomo". (fonte: Wikipedia)
Ma perché ad un certo punto della storia dell'evoluzione umana si è reso necessario ricordare attraverso un movimento più o meno condiviso, a volte utilizzando toni anche poco ortodossi e violente, quello che dovrebbe essere riconosciuto universalmente ovvero "la tutela giuridica e etica nei confronti delle specie animali differenti dall'uomo".
Vi invito a riflettere la razza più intelligente (cioè l'uomo) ha creato negli anni una società tale per cui se sei uomo ti vengono riconosciuti "alcuni" (non tutti e ovunque) diritti, se sei animale invece no! Come se per assurdo madre natura avesse detto "sai che c'è di nuovo? tutti gli animali possono raccogliere i frutti, tu uomo no! ti arrangi!"
Non voglio sostituirmi a madre natura (per carità) ma il concetto su cui voglio che focalizziate l'attenzione è: ma c'era bisogno di un movimento spesso anche criticato per far passare l'idea che anche gli animali debbano essere tutelati perché anche loro esseri viventi?
Come si è arrivati a dire "siccome l'animale non parla, non ha personalità giuridica allora posso farne ciò che voglio?" e sopratutto quando?
Ricordo come se fossi ieri quando ero un bambino di appena 6 anni, mio nonno mi portava a fine ottobre credo alla Fiera dell'agricoltura della mia città. Allora c'era la moda dei pulcini. Questi uccellini strappati prematuramente dalle cure della propria mamma per essere venduti al bambinello di turno che guardandoli impuntava i piedi dicendo "lo voglio! voglio il pulcino! me lo compri papà? o chi per lui ne faceva le veci". Quest'ultimo si avvicinava al venditore concordavano il prezzo, pagava e via il pulcino veniva messo in una busta e dato al bambino, che fine avrebbe fatto quel pulcino una volta arrivati a casa è una domanda a cui non ho voluto darmi una risposta per anni.
Si perché io il pulcino non l'ho mai avuto, in compenso mi sono stati regalati due cose ben più preziose l'educazione e la sensibilità.
Ecco quindi personalmente credo che sia tutto iniziato da un problema di sensibilità, di rispetto nei confronti di chi ci circonda e interagisce con noi e le nostre vite. Non possiamo pretendere che questi concetti molto complessi vengano percepiti e capiti da un bambino di 6 anni, sarebbe come spiegare latino ad un analfabeta (impossibile), però dovremmo tutti sforzarci a dire di No, fargli capire che certi comportamenti che mirano a torturare un essere vivente sono sbagliati.
Se i genitori gli insegnano che solo quello che fai agli umani (come picchiare altri bambini a scuola) ha delle conseguenze (e non sempre!); il bambino sfogherà la sua rabbia repressa su chi è più debole e indifeso e non può piangere (e se piange non interessa niente a nessuno!) ed è da li da un comportamento sbagliato non corretto che nasce il cortocircuito.
Perciò a voi non piacciono gli animalisti? non li sopportate? li vedete come dei fannulloni? come una sorta di setta? benissimo ma allora impegniamoci tutti a rispettate l'animale, che spesso vuol dire, il più debole e il più indifeso. Perché vedete è facile fare i forti con chi non può difendersi, con chi è costretto a subire, difficile è il contrario e nella vita chi scappa di fronte agli ostacoli scegliendo la via più facile è senz'altro furbo ma è altrettanto vero che è un vigliacco, un omino di poco conto.
Oggi viviamo nel mondo dei social, in un mondo in cui tutti sono connessi con tutti (o quasi tutti) pensate che questa tecnologia è sempre esistita, ed è sempre stata alla portata di mano non solo dell'uomo ma di tutti gli esseri viventi, ce ne ha dotato madre natura "gratis" senza pagare né lo strumento, né il tariffario e si chiama: EMPATIA!
Imparate a difendere e coltivare il pathos perché è ciò che ci rende differenti dalle macchine che costruiamo e ci circondiamo, con tutti i pro e i contro del caso, è ciò che ci rende vivi, e ciò che ci rende connessi con il tutto che ci circonda ed è ciò che non potrà mai levarci nessuno.
La nostra bussola sociale, spesso sento dire "che sarebbe stato l'uomo se non ci fosse stata la religione, come avremmo fatto a distinguere il bene dal male" ecco la risposta è semplice: con l'empatia!
Impariamo a metterci nei panni di chi è in condizioni svantaggiate (umano o animale che sia) mettendo da parte le nostre convinzioni, religioni o tutto ciò che può costituire un filtro "inutile" perché per ascoltare l'anima che si manifesta con il sentimento occorre solo una cosa: l'empatia.
Perciò siamo animalisti? no siamo semplicemente persone che nella vita hanno deciso di essere uomini, difendendo i più deboli dai soprusi dei più forti, nei fumetti in genere questi vengono definiti "eroi", ma noi speriamo che sia la normalità, non vogliamo essere né animalisti né eroi ma persone comuni che vivono in una civiltà evoluta, ma non nel senso che i nostri bambini avranno il cellulare già nel fasciatoio, di corredo con il carrozzino o la culla che sia! No nel senso che si impara a interagire e a rispettare tutti gli esseri viventi indipendentemente dalla specie, razza, colore, etnia che sia!
Birba La Panti


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